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IL MESSAGGERO Venerdì 06 Giugno 2008 di LUCA DELLA LIBERA
BOLOGNA – Claudio Abbado colpisce ancora, e questa volta sotto il segno di Pergolesi. Alfiere da sempre della musica d’oggi, negli ultimi anni il maestro milanese è tornato più volte all’amato repertorio settecentesco, con il quale aveva esordito nel lontano 1960 alla Scala. Mercoledì sera, in un Teatro Manzoni gremito e festante, è iniziato il lungo viaggio nel repertorio di Giovanni Battista Pergolesi. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Fondazione Pergolesi Spontini, fa parte del progetto in vista delle celebrazioni del 2010, per i 300 anni dalla nascita dell’autore del celebre Stabat mater, nato a Jesi nel 1710 e morto a Pozzuoli nel 1736 a soli 26 anni. Per questa prima tappa, Abbado ha impaginato un programma quasi del tutto dedicato al repertorio sacro: Salve Regina in la minore, per soprano e orchestra, Confitebor tibi, Domine per soprano, contralto, coro e orchestra e Dixit Dominus per soprano, due cori, due orchestre, oltre alla cantata Chi non ode e chi non vede per soprano e orchestra. Abbado ha adeguatamente predisposto i suoi giovani strumentisti dell’Orchestra Mozart secondo i principi della prassi storicamente informata: archi con corde di budello su ponticello abbassato, fiati copie di strumenti d’epoca e diapason abbassato, organico ridotto. Fin dalle prime note del Salve Regina i ragazzi della Mozart hanno dimostrato una grande reattività alle sollecitazioni del maestro, attento e chiaro nel restituire magnificamente gli “affetti” della partitura, che aveva come protagonista vocale l’inappuntabile soprano Julia Kleiter. Oltre a numerose arie di matrice operistica, i grandi pannelli polifonici che incorniciano il Confitebor tibi, Domine e il poderoso Dixit Dominus testimoniano l’interesse tutto barocco per la spazializzazione del suono da parte di Pergolesi. Tali elementi hanno trovato nel Coro della Radio Svizzera istruito da Diego Fasolis un complesso ideale per luminosità e trasparenza anche negli interventi solisti. Buona la prova del contralto Rosa Bove, mentre nella seconda parte del concerto la bellezza della voce di Rachel Harnisch non era pari alla chiarezza della dizione.
Data creazione : 10/06/2008 @ 01:17
Ultima modifica : 10/06/2008 @ 01:17
Categoria : Abbado nella stampa
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