Dalle gag alla solennità di Berlioz, pubblico stregato Repubblica — 26 ottobre 2008 pagina 9 sezione: BOLOGNA (Brunella Torresin) Chiedere al pubblico di staccarsi dall' irresistibile fanciullezza di Roberto Benigni, e immergersi nella solennità del pezzo sacro di Hector Berlioz, come ha fatto Claudio Abbado, è certo una richiesta temeraria, ma nel catino del PalaDozza, abituato ad altro tipo di raccoglimento, ieri la concentrazione degli spettatori era persino irreale, tanto era grande. Roberto Benigni è entrato in scena sulle note di una marcetta (di Prokof' ev) perfetta per lui, perfetta per il suo ingresso chapliniano, un po' clown un po' marionetta lunare, danzante e marciante. Tutto quel che poteva fare, ieri l' ha fatto: ha rubato il podio a Claudio Abbado e si è messo lui, spalle all' orchestra, a dirigere il pubblico, è sgusciato sotto le sedie e tra le gambe dei musicisti, ha cercato di impadronirsi di un contrabbasso, ha danzato un giro di walzer con una violinista. La favola musicale di Pierino il lupo di Prokof' ev, ha annunciato rivolgendosi al pubblico, «è la storia più bella del mondo». Ne ha presentato i protagonisti, cioè gli strumenti dell' orchestra - l' uccellino flauto, l' anatra oboe, il clarinetto che mima il passo felpato del gatto, i tre corni che intonano il tema del lupo, e gli archi che descrivono il coraggioso Pierino. E poi, aggiunge Benigni, e poi c' è un signore che non si sa bene cosa faccia, perché non suona niente: è forse qui sul palco perché non ha trovato posto in platea? Il fatto è, spiega, che «i musicisti sono come i bambini, sono birichini, vanno di qua e di là e chi li tiene a bada? Io, io li Abbado, ha detto questo signore». Claudio Abbado, «il più grande direttore d' orchestra del mondo». Per un musicista «suonare con lui è come per un falegname lavorare con San Giuseppe, per un ottico fare gli occhiali con Santa Lucia, per un prestigiatore stare assieme a Mandrake...». Il colpo d' occhio del PalaDozza è strepitoso: il palco su cui sono sistemate tre orchestre (la Mozart, la Cherubini e la Giovanile Italiana) occupa quasi la metà del campo di gioco e, alle sue spalle, la curva Nannetti è un mosaico regolare di più di 700 volti e di 1400 braccia incrociate e 700 abiti scuri si cui si stagliano tre file di sparati bianchi, quelli dei coristi «maggiorenni». Quanto ai bambini, ordinati e diligenti come soldatini, indossano tutti la t-shirt nera con la scritta «Un coro in ogni scuola»: e non è solo uno slogan ma lo spirito vero di questo concerto, e un obiettivo, e una richiesta. Intonano il Te Deum, ed è un unico amplissimo strumento che risuona. Benigni l' aveva detto: la musica «è una bellezza che non è in natura, l' abbiamo inventata noi, l' abbiamo fatta noi. Chi aveva fatto tutto se n' era dimenticato. E quando saliremo da lui, e ci chiederà: cos' avete fatto? Questo, abbiamo fatto, abbiamo fatto la musica». Tra il pubblico, nel palasport esauritissimo, siedono Romano Prodi e vicino a lui l' ex procuratore Saverio Borrelli; c' è l' ex ministro Luigi Berlinguer e assieme a lui Fabio Roversi Monaco che, da principale sponsor dell' Orchestra Mozart, è un po' il padrone di casa, e, a rappresentare Palazzo d' Accursio non il sindaco Sergio Cofferati, ieri a Roma alla manifestazione del Pd, ma l' assessore Angelo Guglielmi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a Claudio Abbado, un messaggio d' augurio «per un' opera concepita con passione ed espressione dell' impegno per la diffusione della culturale musicale». Le ovazioni seguono alle ovazioni, e il pubblico ieri sembrava non volersi muovere da dov' era. Ora non resta che aspettare: il concerto è stato videoregistrato e la Melampo Cinematografica, la casa di produzione di Nicoletta Braschi, ne trarrà un dvd.
Data creazione : 01/11/2008 @ 00:14
Ultima modifica : 01/11/2008 @ 00:14
Categoria : Abbado nella stampa
Pagina letta 2547 volte
Anteprima di stampa
Stampa pagina
|