L'OPINIONE DI MASCHERPA
Ricopio qui come news la mia "opinione" sull'articolo della Manin, perché è troppo lunga per essere contenuta integralmente nella sede naturale.
La mia opinione sull'articolo della Manin è semplicissima: faccio bene a non comperare giornali italiani.
Trovo, infatti, del tutto incredibile che Claudio Abbado abbia potuto mai dichiarare quel che si legge nelle prime righe dell'intervista: «Bruckner per esempio, non era mai stato eseguito, nè alla Scala nè in Italia. E anche Mahler.»
a) Prima della stagione 1968-69, Bruckner era stato eseguito alla Scala, con l'orchestra della Scala salvo ove diversamente indicato, nelle seguenti occasioni:
26 aprile 1914, Quarta sinfonia, direttore Arthur Bodanzky
9 maggio 1933, Terza sinfonia, direttore Clemens Krauss
12 novembre 1941, Settima sinfonia, direttore Carl Schuricht
11 ottobre 1944, Quinta sinfonia, direttore Hans Weisbach (secondo la Cronologia del Tintori, questo "concerto straordinario" -occhio alla data- fu eseguito «Sul palcoscenico del Teatro alla Scala e a richiesta generale»)
12 novembre 1949, Settima sinfonia, direttore Hans Knappertsbusch
9 ottobre 1959, Quarta sinfonia, direttore Sergiu Celibidache
15, 16, 17 novembre 1961, Seconda sinfonia, direttore Hermann Scherchen
27, 28 e 29 settembre 1962, Settima sinfonia, direttore Sergiu Celibidache
6 e 7 luglio 1967, Quarta sinfonia, direttore Wolfgang Sawallisch
9 e 10 ottobre 1967, Settima sinfonia, direttore Zubin Mehta con la Los Angeles Philharmonic Orchestra
In totale, nei circa 70 anni seguiti alla morte dell'Autore, dieci esecuzioni, di cui quattro replicate, di cinque sinfonie.
b) Prima della stagione 1968-69, Mahler era stato eseguito alla Scala molto più spesso di Bruckner, e precisamente nelle seguenti occasioni (anche qui con i complessi della Scala, salvo ove diversamente indicato):
Prima della stagione 1968-69, Mahler era stato eseguito alla Scala molto più spesso di Bruckner, e precisamente nelle seguenti occasioni:
24 maggio 1914, Quarta sinfonia, direttore Arthur Nikisch
13 maggio 1922, II movimento della Seconda sinfonia, direttore Ernest Wendel
4 giugno 1949, Quarta sinfonia, direttore Mario Rossi
14 e 15 novembre 1950, Seconda sinfonia, direttore Leonard Bernstein
17 e 18 giugno 1953, Das Lied von der Erde, direttore William Steinberg, solisti Elsa Cavelti e Lorenz Fehenberger
27 e 28 giugno 1957, Sesta sinfonia, direttore Dimitri Mitropoulos
5, 6, 7 novembre 1959, Seconda sinfonia, direttore John Barbirolli
11 e 12 ottobre 1961, Prima sinfonia, direttore Piero Bellugi
25, 26, 27 ottobre 1961, Das Lied von der Erde, direttore Nino Sanzogno, solisti Ragnar Ulfung e Vera Little
7 e 8 ottobre 1962, Andante-Adagio per la Decima sinfonia, direttore Raphael Kubelik con la Westdeutsch Rundfunk Orchester
15 e 16 novembre 1962, Ottava sinfonia, direttore Hermann Scherchen, con i cori della Wiener Singakademie e del Wiener Singverein
22 e 23 ottobre 1963, Kindertotenlieder, direttore Piero Bellugi, solista Maureen Forrester
2 e 3 novembre 1966, Prima sinfonia, direttore Georges Sebastian
6 e 7 ottobre 1967, Prima sinfonia, direttore Zubin Mehta con la Los Angeles Philharmonic Orchestra
14 e 15 settembre 1968, Quinta sinfonia, direttore Leonard Bernstein con la New York Philharmonic
7, 8, 9 novembre 1968, Fünf Rückertlieder, direttore Wolfgang Sawallisch, solista Maureen Forrester
Alle esecuzioni precedenti va aggiunto il mancato concerto del novembre 1960 con in programma la Terza sinfonia: all'inizio della prima prova d'insieme defunse sul podio, come già ricordato da Emanuele, il direttore Mitropoulos, mentre Scherchen, chiamato e giunto subito a sostituirlo, s'ammalò prima del 7 novembre, data prevista per il recupero del concerto. La Terza avrà la sua prima esecuzione alla Scala solo dieci anni dopo, diretta da Claudio Abbado, penultima delle sinfonie di Mahler (nel 1969 Bruno Maderna aveva diretto la Nona, mentre la Settima sarà diretta da Jascha Horenstein nel 1971).
Mi pare logico supporre che Abbado abbia detto all'intervistatrice che prima del 1968 non erano ancora state eseguite a Milano (e, forse, nemmeno in Italia) né tutte le sinfonie di Bruckner, né tutte quelle di Mahler. Facile è anche supporre che a Milano, dal 1914 agli anni Cinquanta, le sinfonie di Bruckner venissero eseguite nella versione rimaneggiata, che quelle di Mahler subissero spesso considerevoli tagli, che non seguissero un testo del tutto corretto, e quindi che Abbado, parlando con l'intervistatrice, abbia alluso a questo stato di cose: in un suo libro-intervista d'una decina d'anni fa, destinato al mercato tedesco (Und die Anderen in der Stille hören), ho letto che quando debuttò a Salisburgo con la Seconda di Mahler, nella seconda metà degli anni Sessanta, i materiali d'orchestra che ricevette da Vienna erano zeppi d'errori e che correggerli gli diede un grande lavoro da fare in più. Ma forse il «Corriere» considera questi concetti troppo astrusi per l'intelligenza che attribuisce ai propri lettori.
P.S. Anche in sede cameristica, Mahler godette a Milano di fortuna più precoce di quella di Bruckner: il nome del maestro di Linz compare per la prima volta in un programma della Società del Quartetto solo nel 1934, mentre quello del suo allievo s'incontra già il 28 marzo 1915, quando Alfredo Casella, fresco trascrittore pianistico della Settima sinfonia, accompagnò al pianoforte la versione italiana d'alcuni suoi canti.
Data creazione : 16/01/2009 @ 00:31
Ultima modifica : 16/01/2009 @ 00:31
Categoria : Musica nella stampa
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