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Alto Adige 14 settembre 2007 CARMIGNOLA dedica il Mozart bolzanino a Claudio Abbado di Roberto Rinaldi BOLZANO.Giuliano Carmignola è uno dei massimi interpreti del violino, dotato di un talento che gli permette di interpretare un repertorio molto ampio. Con l’Orchestra Mozart riveste il ruolo di solista diretto da Trevor Pinnock chiamato a sostituire Claudio Abbado che ha dovuto rinunciare per ordine medico. Nel repertorio barocco suona un violino “Florenus Guidantus” del 1739 e un “Stradivari Baillot”del 1732, costruito da Stradivari a 88 anni, appartenuto anche a Pierre de Sales Baillot, primo violino di Napoleone Bonaparte e dell’Opéra di Parigi. Acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, gli è stato concesso a motivo della sua eccezionale levatura artistica. Qual è lo stato d’animo che è presente tra voi senza la direzione di Abbado in questo concerto? “Una grande ansia e preoccupazione tra tutti. La proviamo perché desideriamo con tutto il cuore che Claudio si ristabilisca completamente. Siamo anche preoccupati perché ci aspetta una scadenza a breve, in novembre abbiamo le registrazioni con la Deutsche Grammophon, i cinque concerti per violino di Mozart e la Sinfonia concertante per viola”. Al pubblico cosa sente di dire in questo momento particolare? “Di venire con lo spirito di chi ama la grande musica, di cogliere l’occasione di potere ascoltare Trevor Pinnock uno dei massimi esperti di musica barocca e di filologia musicale. Sarà una lezione di musica straordinaria anche per i ragazzi dell’orchestra, un arricchimento, un’esperienza nuova e importante. Noi abbiamo assolvere un compito fondamentale. Lo ha chiesto espressamente Abbado. Fare musica con tutto l’entusiasmo possibile e suonare con gioia come accade, quando suoniamo diretti da lui”. Un impegno che va oltre allo studio e alle prove. Ma da un punto di vista musicale che impressioni ha del programma? “Devo dire che io che suono il concerto per violino di Mozart, trovo straordinario il concerto per clarinetto (solista Alessandro Carbonare), una composizione che appartiene alla maturità e alle ultime opere di Mozart, mentre i concerti per violino che eseguo io risalgono al primo periodo in cui Mozart aveva solo 17 anni. Una possibilità per tutti di capire l’arco di progressione del suo talento, dagli esordi fino alla maturità”. Lei è reduce anche da un concerto di Transart. Un’esperienza inconsueta? “Mi era stato chiesto di partecipare e io ho accettato con piacere. Come sempre sono generoso nelle nuove proposte. Io lo spettacolo non l’ho visto perché ho suonato solo all’inizio, ma avevo una forte curiosità per Nicola Matteis, un musicista del Seicento che non conoscevo. Abbiamo sempre bisogno di musica di qualità”. Un bel proposito impegnativo in tempi di restrizioni e tagli. “Solo con la qualità si può sperare di progredire. Ci sono tanti giovani musicisti per strada che aspettano di poter suonare e questo è grave.”.
Data creazione : 16/09/2007 @ 00:03
Ultima modifica : 16/09/2007 @ 00:03
Categoria : Abbado nella stampa
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