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Dopo quasi due mesi dalla scadenza del contratto, Daniele Abbado è stato riconfermato all’unanimità direttore artistico della Fondazione I Teatri. Così si è espresso il nuovo consiglio d’amministrazione: decisione già presa una decina di giorni fa e conclusasi con la firma di Abbado l’altro ieri. Con questa scelta s’intende evidentemente dare continuità ad un impegno di ‘riprogettazione’ del fare spettacolo da parte de I Teatri che Daniele Abbado ha condotto con caparbia puntigliosità a partire dal marzo 2003. Una decisione che, guardando dall’esterno, è sembrata non facile e nemmeno del tutto scontata a giudicare dai tempi di attesa. Tuttavia dall’interno ci assicurano che tutto si è svolto con la massima tranquillità e senza per altro mai mettere in dubbio l’idea di confermare l’incarico ad Abbado. Evidentemente su questi ritardi, ha giocato la particolare coincidenza sia del termine del mandato da parte del direttore artistico sia del rinnovo del consiglio con la nomina ex novo di tutti i membri a partire dal Presidente che come sappiano adesso è il sindaco Delrio. Si è proceduto quindi alla nomina del consiglio il quale ha nominato Giuseppe Gherpelli, vice-presidente,vicario. Per tempi tecnici quindi la decisione non poteva essere presa subito dal momento che il consiglio ha avuto una serie di procedure ed un iter specifico da rispettare inerente all’insediamento della nuova ‘macchina politica’ della Fondazione. Sempre presente dunque nei propositi dei nuovi membri la riconferma di Abbado anche se questa attesa, poteva a essere letta non proprio in questo senso. Il neo-consiglio ha voluto riconoscere un lavoro importante fatto in questi anni culminato nelle celebrazioni del 150 anni dell’anno scorso: un impegno a 360 da parte di Abbado esaltando la vocazione del nostro Valli ad occuparsi di tutti i generi di spettacolo. Soddisfazione per questo rinnovo giunge dal sindaco e presidente della Fondazione Graziano Delrio: . Daniele Abbado ha iniziato il suo mandato nel segno dell’ammirazione dalla peculiarità della nostra città i cui teatri sono stati definiti “un sistema culturale pressoché unico nel nostro Paese” essendo tre luoghi di spettacolo che si affacciano sulla stessa piazza con la possibilità di integrarli in un progetto artistico comune. La ricchezza di questo patrimonio culturale è stata utilizzata per esprimere un ventaglio di proposte per coprire tutti i generi. Inoltre quando è stato possibile, realizzare delle creazioni basate sull’idea di utilizzare più spazi come è avvenuto per progetto “Miracolo a Milano”, la nuova opera di Giorgio Battistelli per il 150esimo del teatro Valli in coproduzione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove andrà in scena il prossimo giugno. A proposito di produzioni, Abbado fino ad ora ha lavorato per trasformare il più possibile l’istituzione in ente produttore di spettacoli, anziché semplice contenitore per lavori ideati altrove. L’allestimento del Flauto magico di Mozart, nell’aprile del 2005, con la Mahler Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado, rappresenta la sintesi più efficace del programma artistico che ha animato in questi anni il suo lavoro nella nostra città la cui continuità fortifica un’idea che già il prossimo mese futuro, troverà espressione nella nuova produzione internazionale del Fidelio di Beethoven. Giulia Bassi
Data creazione : 23/02/2008 @ 19:24
Ultima modifica : 23/02/2008 @ 19:24
Categoria : Pianeta Claudio Abbado
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